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Siamo a Fiànema, quello che a prima vista altro non è che un centro rurale di montagna come altri, un borgo nel verde placido ai piedi delle Dolomiti, un paesino che tuttavia può vantare una fondazione latina e vari spunti storici di epoca tardo-medioevale alquanto interessanti.

Dai resti rinvenuti nel 1923-24 (purtroppo andati distrutti) abbiamo che proprio qui sorgeva una villa rustica romana di dimensioni considerevoli e sempre a Fiànema abbiamo il ritrovamento dell' Ara di Cloto , altare di culto pagano, nonché di alcuni sepolcri sempre di origine romana.

L'antico nome del paese, Flaminia, derivante dal sostantivo flamen (soffio, vento e in alcuni casi arte del fondere) ribadisce le radici latine del luogo.
Il toponimo fa intuire che qui a Fiànema vi fossero fabbri particolarmente esperti nel fondere i metalli, ad esempio il bronzo, e probabilmente impiegati nel coniare monete.
Tale tradizione sarebbe stata portata poi avanti nei secoli successivi e confermata peraltro dall'immagine di S.Egidio nell'affresco della chiesetta della Beata Vergine Immacolata. Infatti, se tre sono le principali iconografie del Santo (rappresentato o come maniscalco o come orafo o come vescovo), qui appare appunto nella veste di fabbro, ricollegandosi a quanto detto prima.

Palazzo Muffoni La chiesetta della Beata Vergine Immacolata, che si trova a fianco della strada che scende il pendio, risale al trecento (basandosi sugli affreschi più antichi) anche se ciò che ora troviamo è il frutto di una serie di lavori e successivi dipinti conclusisi nel XVII secolo. Al suo interno colpiscono le iconografie di S.Egidio e della Beata Vergine, affreschi che danno particolare risalto a questo piccolo tempio.
Molti sono i particolari che si possono cogliere: gli indumenti dell'epoca, l'uso particolare dei colori, l'essenzialità dei tratti, lo stile romanico e bizantino nel dipinto del Santo e il gusto tardo-gotico nel dipinto della Beata Vergine.

Proprio nell'affresco che lo rappresenta, S.Egidio mostra alla sua sinistra lo stemma dei nobili Muffoni (nobile casata del trecento): infatti non pochi sono stati i signori che si sono avvicendati sulle terre di Fiànema.
Nel XII secolo vi troviamo appunto i Muffoni, il cui avo Alessandro Muffoni fu crociato in Terrasanta nel 1096 (proprio in questo dipinto c'è traccia della rappresentazione di un cavaliere, molto probabilmente S.Giorgio di Lydda), ma anche i Bombene (di Firenze) e i Grini per poi trovare nel secolo XV i 'de Rambaldoni (discendenti del re longobardo Alboino) che qui eressero la loro fortezza per poi finire con i Bovio. Nobili e antiche storie medioevali si intrecciano nel passato di Fiànema.
San Giorgio


S. Egidio
Passando ora nello specifico del luogo stesso che vi sta ospitando, l'Antico Splendore viene costruito all'incirca nel XVII secolo come stabile annesso alla piccola chiesetta per poi divenire convento di suore ed infine dimora del conte Bovio (fino a venticinque anni fa).
Nel corso dei combattimenti della Grande Guerra viene utilizzato anche come ospedale, ma una volta che il conte decide di ritirarsi a Venezia e vendere, l'edificio vive un periodo di declino e trascuratezza ma, memore delle vicende e del passato che hanno caratterizzato le terre in cui è situato, negli ultimi anni lo stabile viene ristrutturato e rimesso a nuovo per una nuova vita.
Nasce così all'agriturismo Antico Splendore e il resto della storia la stiamo facendo tutti insieme adesso…
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